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Successioni: le Imprese di famiglia
Alcune sintetiche riflessioni tratte da uno studio della Banca d’Italia

Portiamo all'attenzione del lettore alcune sintetiche riflessioni prese da uno studio della Banca d'Italia con l'intento  di fornire informazioni e di contribuire alle scelte di molti imprenditori

  • L'uscita del fondatore nel 30% dei casi prevede il subentro di un top management team esterno da cui consegue il calo temporaneo della redditività che produce la ristrutturazione
  • Il 70% delle nostre Imprese è nato tra il 1960 e il 1980 e soltanto in un terzo dei casi è stato completato il processo della successione
  • La performance calante del dopo successione è il prezzo da pagare, anche se è vero che i tassi di crescita aziendali col tempo tendono a rallentare
  • Negli ultimi 10 anni, prevalentemente sulle PMI il tasso di successione è arrivato al 35.4% ed in circa il 70% dei casi al vertice dell'azienda è arrivato un manager della famiglia proprietaria
  • L'effetto depressivo post successione viene attenuato in presenza di successori non appartenenti alla famiglia del fondatore;  mediamente sono più capaci a ristrutturare aziende in difficoltà
  • Superato il trauma iniziale del passaggio generazionale, il manager non ha impedito brillanti performance delle aziende familiari di eccellenza
  • Le aziende familiari, anche con top manager familiari, possiedono alcuni punti di forza: stabilità dell’azionariato e orizzonti di lungo periodo
  • Certe culture aziendali vedono meglio la separazione tra proprietà e gestione operativa. Concetto difficile da calare nel tessuto produttivo italiano fondato sulle PMI che hanno realizzato le loro fortune proprio sul modello familiare
© Mida broker è un progetto di Centro Contatti. [Italia/it], 22/02/2012